testo e regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti
con Gianni Berardino, Andrea Carnevale, Filippo De Dominicis, Lucia Donati,
Giovanna Donia,
Silvia Franco, Ivo Grande, Paola Lambardi, Ugogiulio Lurini, Marta Mantovani,
Francesco Pennacchia,
Silvia Signorini, Prisco Vicidomini
costumi Marco Caboni
scene e luci Silvia Bindi
contributi sonori Benedetta Lanza
produzione e organizzazione Egumteatro, laLut
Stanno sulla scena uomini e donne convenuti ad un ricevimento di nozze,
hanno modi cortesi, sorrisi affabili, si scambiano insignificanti formule di convenevole.
Vanno a comporsi rapidamente in un rassicurante quadretto, un saggio ben concepito di relazioni umane.
I ruoli sono quelli classici: una sposa, uno sposo, madri e padri, amici graditi, sgraditissimi conoscenti
di non si sa chi, professionisti del ricevimento, gran frequentatori di banchetti nuziali. Ognuno di loro
vive l´evento unico della festa di nozze con sincera commozione e personalissimo slancio. Ed anche con
smania di protagonismo.
Ed ecco che la parola, quella disincarnata, quella potente ed incontestabile del luogo comune, del buon
senso profuso generosamente dai media, prende il sopravvento.
Finché le identità faticosamente definite per tic, nevrosi e insofferenze di
diversa natura, si stemperano fino a scomparire, fino a ridurre i convenuti a semplici ingranaggi di un
meccanismo diabolico.
Condannati a parlare, questi uomini e queste donne dovranno entrare per forza nel gorgo dell´Indeterminato,
dove si nega ciò che si è appena finito di affermare, dove si dice contemporaneamente sì e no.
La vita si dissolve allora in una nebbia di insignificanza, come se nulla fosse mai stato detto. Finché
nessuna parola ci sembra più essenziale.
Lo spettacolo è risultato vincitore del Debutto di Amleto 2000.
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