di Jack Kerouac
riduzione teatrale Iole Lorizio
riprese e aiuto regia Filippo De Dominicis
regia Giuliano Lenzi
con Alice Bardini, Gianni Berardino, Andrea Carnevale, Lucia Donati, Silvia Franco,
Iole Lorizio, Ugogiulio Lurini, Lorenzo Mori, Francesco Pennacchia, Angelo Romagnoli
costumi Marco Caboni e Irene Chellini
scene Porciatti e Fagioli
luci Silvia Bindi e Andrea Guideri
musiche originali Fabrizio Bai
ideazione e progettazione Michele Campanini
organizzazione Elena Tedde e Marta Mantovani
produzione laLut, Comune di Siena – Assessorato alla Cultura,
Fondazione Monte dei Paschi
di Siena, Acquedotto del Fiora, Sienambiente
con il patrocinio di Centro d´Informazione delle Nazioni Unite – Roma, Anno Internazionale dell´Acqua 2003
Orfeo Emerso è opera del ventitreenne Jack Kerouac, già nel pieno dell´attività intellettuale che ne ha fatto il poeta principe della Beat Generation. Orfeo Emerso è molto più di un´opera giovanile, è un intenso sforzo di autocoscienza che offre intuizioni brillanti sul valore relativo dell´amore e del sacerdozio artistico. Orfeo Emerso racconta la vita e gli amori di un gruppo di giovani artisti alle prese con la ricerca della verità; in questi palpiti il protagonista Michael vive con Paul un dualismo in cui riecheggiano Orfeo e Aristeo, i frutti dell´arte come violazione della norma e quelli del lavoro come rispetto sacrale della regola. Allo stesso tempo Paul ´interpreta´ l´Hermes di Rilke, dio del sonno e dei sogni, guida del nostro viaggio. La dimensione dell´individuo come uomo e come artista si vive sulla pelle dei personaggi in una commedia dai sapori ´francesi´, che ricordano Rohmer e Marivaux ma con toni più accesi e viscerali.
Orfeo Emerso è stato rappresentato nell´ambito della prima edizione del festival Voci di Fonte, ideata ed organizzata da laLut in occasione dell´inaugurazione delle Fonti di Pescaia di Siena.
di e con Andrea Carnevale, Filippo De Dominicis, Ivo Grande, Marta Mantovani
costumi Marco Caboni
elementi scenografici e luci Silvia Bindi
musiche scelte, riarrangiate e composte da Stefano Jacoviello
organizzazione Elena Tedde
produzione laLut, Elicona Servizi Culturali
Con PPP – Patetica Performance Popolare laLut mette in scena la prima tappa di un progetto ispirato
allo studio dell´opera di Pier Paolo Pasolini.
Lo spettacolo è denso di citazioni, visioni, constatazioni tratte dai film e dalla vita del celebre regista.
La visione nichilista pasoliniana è un trait d´union tra le scene; il pubblico erra nelle sale al seguito di
un´improbabile guida, un deambulante prete che nel pronunciare parole gravose, dense di significato, rimane
intrappolato nella musica, nei suoni pop che interrompono l'antipatica litania e scandiscono il ritmo del cammino.
L´incontro con la morte passa attraverso il sentire popolare e la certezza di luoghi comuni che, accompagnati
ad un'inflessione dialettale laziale, rendono la gravità delle affermazioni piacevolmente parossistiche.
Continuando nel percorso, la supremazia del potere religioso e politico si manifesta: il peso della croce
posticcia continua a rallentare e rendere difficoltosi i movimenti dello spirito, rende impossibile accedere
autenticamente alla fraternità universale: entra in scena la politica. Le espressioni retoriche svuotano le
parole di senso, la pantomima dell'uomo politico si conclude tragicamente in un luogo popolato unicamente di
sedie vuote.
PPP – Patetica Performance Popolare, andato in scena al Palazzo delle Papesse nel maggio 2003
in occasione della mostra Melting Pop, è il secondo spettacolo teatrale pensato per un pubblico
adulto che l´associazione laLut e la cooperativa Elicona Servizi Culturali realizzano collaborando nell'ambito
della didattica dell'arte contemporanea nel museo senese. La mostra Melting Pop, mettendo in rilievo il
caos iconografico del pop contemporaneo, l´ironia agghiacciante della perpetua citazione, ha offerto al gruppo la
possibilità di lavorare sulla parte politica della riflessione pasoliniana ed in particolare sulla natura profeticamente
nichilista del suo discorso sul potere.
testo e regia Filippo De Dominicis
con Gianni Berardino, Andrea Carnevale, Marta Mantovani, Ilenia Mariotti, Silvia Signorini
scene e luci Silvia Bindi
costumi Marco Caboni
musiche eseguite da Silvia Bindi, Filippo De Dominicis, Stefano Jacoviello
organizzazione Elena Tedde
produzione laLut
"Eh beati voi perchè avete i calli, perchè sentite il sole e dite uffa, perchè siete
dentro questa immensa faccenda fatta di calli e di sole, siete incarnati nella vita, non vi distinguete dalla vita,
andate andate, nascete, amate, morite…"
Pier Paolo Pasolini da Uccellacci e uccellini
Opale e Cannafoja, due personaggi "lunari" senza mappa, visitano un luogo in cerca di memoria e di storie
da raccontare. Come i bambini, hanno molte domande: "Come si chiama il soffio tra le foglie?
Quanto sono lontane le stelle? Com'è fatta una donna? Cosa c´ha dentro? Perchè soffriamo?"
La loro strada è segnata dal suono della terra, dai profumi dell´aria, da una musica che guida:
un ritornello che cambierà il ritmo del cammino e il senso del viaggio. Ritornello, ispirato alla visione
mitologica e lirica del Pasolini poeta e cineasta, costituisce il secondo studio del progetto di ricerca teatrale
ispirato all´opera di Pier Paolo Pasolini La necessità della visione ed è
stato rappresentato all'interno della rassegna estiva Itinerari, organizzata da laLut.
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