di Filippo De Dominicis
con Sergio Licatalosi, Francesco Pennacchia, Angelo Romagnoli
luci Silvia Bindi
costumi Marco Caboni
editing musicale Stefano Jacoviello
organizzazione per laLut Carla Fontana
co-produzione Armunia Festival Costa degli Etruschi, Festival Voci di Fonte Siena, Festival Errances di Conques
"Se avessi voluto dire qualcosa, l´avrei detto"
André Breton
La sagoma non è la maschera, non è il personaggio, non è il burattino o la marionetta.
È un disegno che prende confidenza con la terza dimensione.
La sagoma non è la figura.
La sagoma è preceduta dalle sue azioni, e va sempre a vuoto, gloriosamente.
La sagoma non distingue fra vita e finzione; la sagoma non vede al di là della sua scatola.
La sagoma è aliena al mondo e alle sue regole, ma impara in fretta a finirci dentro.
La sagoma non annuncia, non ha messaggi, non dice nulla.
Cade nel tempo, si piega alla legge.
Le Sagome è nato come progetto drammaturgico nel 2005, e si è progressivavamente trasformato in una scrittura di scena per tre attori muti.
La struttura descrive una parabola discendente tra due poli della follia: follia come astrazione, logica del sogno, estraneità al gioco dell´identità; follia come fuga disperata dal mondo, rinuncia al senso, ricerca di un altrove.
Questo percorso è anche l´attraversamento di tre età della vita: l´infanzia, la maturità, la vecchiaia; e quindi la leggerezza, l´appesantimento, la morte.
È, infine, la sperimentazione, secondo principi di "sintesi poetica", di tre registri teatrali: il comico, il commedico, il grottesco.
Le sagome è un "dramma della forma", che tenta di mostrare la trasfigurazione di tre corpi d´attore da un´immagine che tende al massimo della leggerezza, quasi "bidimensionale", ad un´immagine che si carica del peso della maschera fino al limite del grottesco, per tornare, finalmente, al volto nudo, di nuovo preso da meraviglia.
È una tragedia di tutti, che non parla di nessuno…