Le Sagome

laLut / Errance Théâtre
di Filippo De Dominicis
con Sergio Licatalosi, Francesco Pennacchia, Angelo Romagnoli
luci Silvia Bindi
costumi Marco Caboni
musiche originali Stefano Jacoviello
organizzazione per laLut Carla Fontana
produzione Festival Voci di Fonte Siena, Festival Errances – Conques, Armunia Festival Costa degli Etruschi

La sagoma non è la maschera, non è il personaggio, non è il burattino o la marionetta.
È un disegno che prende confidenza con la terza dimensione.
La sagoma non è la figura.
La sagoma è preceduta dalle sue azioni, e va sempre a vuoto, gloriosamente.
La sagoma non distingue fra vita e finzione; la sagoma non vede al di là della sua scatola.
La sagoma è aliena al mondo e alle sue regole, ma impara in fretta a finirci dentro.
La sagoma non annuncia, non ha messaggi, non dice nulla.
Cade nel tempo, si piega alla legge.


Le Sagome è nato come progetto drammaturgico nel 2005, al Festival di Montalcino, e si è progressivamente trasformato in una scrittura di scena per tre attori, che ha debuttato al Festival Inequilibrio nel 2008. Lo spettacolo mostra la parabola discendente di tre corpi attraverso tre dimensioni della follia: follia come gioco astratto, logica del sogno, estraneità alla legge dell'identità; follia come vissuto eccessivo della normalità, mostruosità debordante, autocommiserazione; follia come fuga disperata dal mondo, rinuncia al senso, ricerca di un altrove.
Le sagome è un "dramma della forma", che tenta di mostrare la trasfigurazione di tre corpi da un´immagine che tende al massimo della leggerezza, quasi "bidimensionale", ad un´immagine che si carica del peso della maschera fino al limite del grottesco, per tornare, finalmente, al volto nudo, di nuovo preso da meraviglia. è una tragicommedia di tutti, che non parla di nessuno.

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Concertino per batteria, fiabe popolari e…

spettacolo per ragazzi

di e con Francesco Petreni e Silvia Signorini
in collaborazione con Timbre-Teatro Verdi Poggibonsi

C´era una volta un re, una principessa, una vecchia, un asino, una rana, una volpe, un bambino…nasce un intoppo, si produce un´anomalia nel corso naturale delle cose; a volte ci si mettono anche potenze straordinarie, maghi, streghe, diavoli. Ecco allora la battaglia di tutti i protagonisti contro la perfidia, la vittoria finale ed il risarcimento della giustizia. La sofferenza e la disarmonia devono avere fine e generare letizia e bellezza.
Il narratore di fiabe era una figura particolare, non tutti infatti possedevano le doti giuste: una memoria con precisione di particolari e per il concatenarsi delle situazioni, la capacità di rappresentazione, il linguaggio immaginoso, colorito, il paragone con le cose di tutti i giorni, il gusto per la descrizione dell´inusitato, del meraviglioso, del magico nelle forme in cui queste cose sono vissute dalla comunità. I movimenti, le prodigiose dimore suscitate e soppresse dal nulla, gli animali parlanti, le tempeste insorte e placate si traducono in films dal ritmo serrato che incalza la sequenza degli eventi.
In Concertino per batteria, fiabe popolari e…la musica, i suoni e i rumori dialogano con la lettura di fiabe popolari provenienti da varie regioni d´Italia per restituire quell´estemporaneità e quell´atmosfera intima e visionaria, tipica di tutta la tradizione orale regionale.