Cortocircuiti accademico–scentifici
16 scene dentro un atto unico
di Silvia Calamai
regia Filippo De Dominicis e Marta Mantovani
con Ugogiulio Lurini e Francesco Pennacchia
allestimento e luci Silvia Bindi
musiche originali Stefano Jacoviello
costumi Marco Caboni
produzione laLut
L´opera di Silvia Calamai è la scrittura di un gioco ripiegato su se stesso, il dialogo fra due poli
di
un´unica identità,: quella del linguaggio logico–scientifico nel momento in cui ha perso i suoi
oggetti
d´indagine. Il testo è un continuo esercizio di cortocircuitazione del linguaggio, dove le
parole tentano un continuo e inutile recupero dei referenti materiali del discorso: i significanti mancano
i significati e ritornano a se stessi. Ciò che entra in crisi allora è l´oggetto del discorso e il corpo
di chi lo dice, a favore di una logica linguistica che tenta di bastare a se stessa. Questa progressiva
cancellazione del corpo a vantaggio della parola è uno stimolo teatrale molto forte: indica la direzione
di uno scontro fra l´attore e il testo che si trova costretto a dire per sopravvivere (restare in scena),
accettando in cambio la fine del senso come nesso fra simbolo e oggetto, fra parola e corpo.
Il testo di Silvia Calamai è risultato vincitore dell´edizione 2002 del "Premio di
Drammaturgia Don Chisciotte", istituito da Egumteatro e laLut.
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