di Sławomir Mrożek
traduzione Silvano De Fanti
regia Jerzy Stuhr
con Massimiliano Poli e Angelo Romagnoli
musiche e spazio sonoro Stefano Jacoviello
luci Luca Bronzo
realizzazione spazio scenico Mario Fontanini
produzione Fondazione Teatro Due
un progetto di laLut - Centro di Ricerca e Produzione Teatrale
con il sostegno di Regione Toscana / Sistema Regionale dello Spettacolo
in collaborazione con Comune di Siena / Festival Voci di Fonte
Dopo trentacinque anni dalla prima rappresentazione, Jerzy Stuhr firma la regia di una nuova messa in scena di Emigranti,
il celebre testo di Mrożek, che lo vide attore protagonista nell´indimenticabile allestimento diretto da Andrzej Wajda.
Attore e regista polacco noto per le sue interpretazioni cinematografiche, diretto da tutti i più grandi registi del suo paese,
da Holland a Kieslowski, di cui è stato prima l´attore prediletto e poi l´erede artistico, e teatrali (lo si ricorda per la sua interpretazione
ne Il contrabbasso di Patrick Süskind e nella versione italiana di Ceneri alle ceneri diretto da Harold Pinter),
Jerzy Stuhr dirige qui i due attori italiani Massimiliano Poli e Angelo Romagnoli.
Due personaggi, un contadino e un intellettuale, XX e AA,
in uno spazio sotterraneo attraversato da tubi fognari. Ognuno con il proprio bagaglio di oggetti e di
incubi mentre sopra scorre la vita vera.
È in questo microcosmo appartato che si svolge il gioco teatrale fondato su un dialogo serrato,
crudeltà sottili e accenti affettuosi nascosti fra le pieghe di un litigio continuo fra XX e AA, emigrati da un paese ´a democrazia limitata´.
Le due voci si danno contrappunto a vicenda durante una notte di Capodanno, in una competizione patetica e paradossale nel gioco degli inganni che
si è stabilito fra i due, la cui differenza si esprime con ferocia nei momenti di calma apparente, lasciando spazio solo nei litigi più aspri alla
consapevolezza di un'unione che li affratella nel segno della paura e della fuga.