PROGETTI DI RICERCA TEATRALE


Progetto di ricerca teatrale PLAYING IDENTITIES Migration, Creolisation, Creation (2009/2011)

Progetto finanziato dal Programma Cultura 2007/2013 dell'Unione Europea - Capofila: Scuola Superiore Santa Chiara dell'Università di Siena

Le «Tout-Monde», c´est le monde actuel tel qu´il est dans sa diversité et dans son chaos. Pour moi, le chaos n´est pas seulement le désordre, mais c´est aussi l´impossibilité de prévoir et de régir le monde. La relation signifie un rapport de transversalité et non pas de causes à effets
Edouard Glissant

Questo progetto è nato con l'obiettivo di interpretare i fenomeni di migrazione come istanze della creolizzazione.
L'aspetto originale di questo progetto risiede nell'intuizione di prendere in prestito la visione poetica di creolizzazione fornita da Edouard Glissant e applicarla a due diversi processi di creazione scegliendo due diversi ambiti:

• da un lato le Arti Performative – e in particolare il teatro – con lo scopo di produrre una performance in cui artisti con differenti ambiti di provenienza e con una diversa formazione siano in qualche modo "costretti" ad una negoziazione sui rispettivi codici espressivi, i significati, le modalità di lavoro. In questo senso la "creolizzazione" delle pratiche teatrali diventa un elemento essenziale dello spettacolo stesso.

• dall'altro le Scienze Umane e Sociali, con lo scopo di sviluppare nuovi strumenti concettuali e strutture metodologiche per l'analisi dei fenomeni di migrazione, attraverso lo scambio tra aree di studio e di ricerca con differenti approcci teoretici e metodologici. Mettendo insieme le caratteristiche dei due processi di creazione – il primo inteso come la costituzione di un'identità interculturale, il secondo come l'elaborazione interdisciplinare di una metodologia analitica – vorremmo indicare le potenzialità di un "approccio creolizzato" ai fini di una migliore interpretazione delle dinamiche interculturali volte all'integrazione culturale e sociale dell'Europa.


Emigranti

di Slawomir Mrözek, regia di Jerzy Stuhr con Massimiliano Poli e Angelo Romagnoli.
In coproduzione con Fondazione TeatroDue Parma, Teatro Comunale dei Rozzi di Siena, Festival Voci di Fonte.
In collaborazione con Accademia Nazionale del Teatro di Cracovia.

Ci interessa indagare sugli esclusi come sottoprodotto di tutto quello che è esclusivo. Ci interessa la condizione esistenziale delle vite di scarto. È questo il motivo che spinge Jerzy Stuhr e noi con lui a lavorare su Migranci nel 35° anniversario della prima messinscena di Andrzej Wajda, che vide la partecipazione dello stesso Stuhr.
Migranci viene considerato come un testo legato alla condizione politica oltrecortina dei primi anni ´70. Probabilmente, la fama di ´testo datato´ nasce da questa funzione propagandistica che si è trovato a svolgere con le lunghe tournée per le comunità polacche sparse nei diversi continenti. Migranci è sì un testo che cita dinamiche sociali precise, che si riferisce alla storia di un Paese attraverso due figure–simulacro dell´intellettuale e dell´operaio, ma tutto questo è secondario rispetto alle questioni esistenziali che solleva, alle sua eccezionale qualità drammaturgica. Quello che abbiamo da Mrozek sono due personaggi che vivono uno spazio sotterraneo attraversato da tubi fognari, due letti, un tavolo. Sopra scorre la vita vera. Ognuno ha il proprio bagaglio di oggetti.
L´operaio ha un gruzzolo da parte, l´intellettuale è in esilio. Il gioco teatrale inizia qui, in un mondo appartato che si regge sul reciproco riconoscimento di queste due vite di troppo in un mondo che non ha alcun bisogno di loro. Quasi un quadro pinteriano, ma più picaresco, più italiano. Sotto quest´aspetto, che è l´unico che conta dal punto di vista della messinscena, Migranci resta un piccolo capolavoro del teatro europeo del secondo Novecento che è lontano dall´essere esaurito. Il debutto è previsto a Parma tra Novembre 2009 e Gennaio 2010.


Progetto Quadricromia del Comico – Progetto triennale di ricerca teatrale (2004/2006)

"Il comico nasce nel momento stesso in cui la società e la persona, liberate dal pensiero della loro conservazione, cominciano a trattare se stesse quali opere d´arte"
Henri Bergson – Il riso. Saggio sul significato del comico

LaLut, reduce dalla conclusione del progetto europeo "Il viaggio di Edgar Walpor", inaugura dal 2004 un programma di studi e produzioni sul tema e le forme del comico. La ricerca verrà condotta in parallelo secondo quattro direzioni d´indagine associate a quattro colori: Rosso (la farsa), Bianco (il comico "lunare"), Verde (la commedia "saturnina"), Nero (il grottesco contemporaneo).

Primo percorso: Rosso, la farsa # 1 – 2005
Questo lavoro nasce in seno al progetto di ricerca portato avanti da LaLut fra il 2001 e il 2004 sulle possibilità del tragico. Lungo il percorso, culminato nel 2004 con PPP, spettacolo ispirato all´opera di Pier Paolo Pasolini, sono affiorati punti di contatto fra il tragico e la farsa. Questa èstrettamente legata, come la tragedia, all´esigenza di espressione rituale atta ad individuare e allontanare i mali dell´uomo, ma raggiunge la catarsi non già attraverso il sacrificio dell´eroe, bensì per mezzo dello sberleffo sonoro, destabilizzante, fisico, che erutta all´improvviso dalla maschera dell´antieroe, in risposta alla tragica condizione dell´essere umano. Il percorso sulla farsa – che comprende gli spettacoli Petì e Don Felice Sciosciammocca creduto guaglione ´e n´anno entrambi per la regia di Francesco Pennacchia – è realizzato grazie al sostegno del prof. Gioachino Chiarini, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Siena, del Centro Warburg Italia e dell´Associazione Corte dei Miracoli di Siena.
Nell'ambito di questo percorso è: stato realizzato anche un video, premiato al concorso Location Piacenza edizione 2005, dal titolo La Maschera.

Secondo percorso: Bianco, il comico lunare # 2 – 2004
I destini e le trasformazioni del comico malinconico, attraverso le arti del teatro e del cinema, verso forme nuove di elaborazione scenica e video. Il comico come resistenza del soggetto al mondano: la fuga del volto dell´attore verso la luna, la maschera del clown bianco, il trucco "dell´anima". Esiste una tradizione del comico "lunare", che attraversa la storia dello spettacolo in modo discontinuo e non lineare e che passa dal teatro al cinema. È il comico "affettivo", che lascia intravedere il volto dietro la maschera e che trova nella luna la figura forte della sua ispirazione. È la comicità malinconica del Pierrot, comicità che ci porta a ricordare alcuni volti, lontani temporalmente e spazialmente, ma legati in una rete di "emergenze" nell´universo del Cinema: da Buster Keaton a Jerry Lewis, da Ninetto Davoli a Massimo Troisi, da Harpo Marx a Johnny Depp. L"oggetto centrale della ricerca il rapporto fra volto e corpo dell´attore, fra affetti del soggetto ed effetti del comico.
Seguendo le linee di questo percorso di ricerca, nel 2004 viene ideato e realizzato il video Cinema Gioconda nell´ambito del percorso laboratoriale con utenti ed operatori dei servizi psichiatrici della AUSL 7 AUFSMA Alta Val d'Elsa e con la Cooperativa Valle del Sole, regia di Filippo De Dominicis, Andrea Carnevale, Marta Mantovani. Non si tratta di un video di documentazione ma di una vera e propria opera filmica: Cinema Gioconda è il racconto degli incontri fra quattordici creature lunari, che abitano o attraversano un paesaggio al confine della città, fra le rovine di una fabbrica e l´aperta campagna. Il film vince il premio come miglior fotografia al festival di Melfi, partecipa al Valdarno Fedic Film Festival 2005 ed è stato selezionato al primo Dams Film Festival dell´Università Roma Tre.

Terzo percorso: Verde, il comico saturnino # 3 – 2006
Il comico come rappresentazione del fallimento delle pulsioni del soggetto di fronte alle regole sociali: la commedia italiana, il comico "saturnino". Critica di riferimento: Sigmound Freud, Jacques Lacan, Northrop Frye, Ernst Kriss, Maurizio Grande, Roberto De Gaetano. Mutabilità da inadeguatezza. Ricerca estetica sulla mutazione. Saturno porta gli uomini fuori dal caos primordiale, insegna loro a raccogliere i frutti della terra, ma questi non capiscono profondamente né l´ordine né il caos e si ostinano a darsi delle norme che non sono in grado di rispettare. La mutabilità dipende dal continuo tentare di essere adeguati alla legge dei padri; è questo il dramma individuale che promette risvolti comici potenti. Saturno, il Chronos latino, è il dio del tempo, che crea, distrugge e nuovamente ricrea. La ripetizione del tempo riproduce l´errore delle cose, tutto è uguale a se stesso nel senso che tutto contiene in se l´inadeguatezza di essere pari al proprio compito. Nell´ ambito del percorso sul comico "saturnino" laLut avvia il progetto di spettacolo Crianza, per la regia di Angelo Romagnoli, la cui anteprima è stata presentata alla terza edizione del Festival Voci di Fonte Quarto percorso: Nero, il grottesco contemporaneo # 3 – 2006
Il comico sarcastico: il volto livido dell´attore che si fa giudice luciferino della caducità del mondo, il corpo che si fa macchina e mostra la propria rigidità di fronte alla "flessibilità" e alla fluidità della vita dei "normali". Il volto che si fa smorfia, il corpo che si fa "grotta": Il grottesco contemporaneo. Autori di riferimento: Aristofane, Franz Kafka, Orson Welles, Harold Pinter, Joe Orton, Marco Ferreri, Carmelo Bene, Luis Bunuel, Filippo Tommaso Marinetti, Ettore Petrolini, Leo De Berardinis, Quentin Tarantino. Critica di riferimento: Antonin Artaud, Maurizio Grande, Roberto Tessari, Roberto De Gaetano. Nell´ ambito del percorso sul grottesco contemporaneo laLut ha realizzato lo spettacolo Jeffrey, per la regia di Giuliano Lenzi.


Il viaggio di Edgar Walpor

Commissione Europea, Programma Cultura 2000, a. 2003.

Promotori: UNIVERSITA´ DEGLI STUDI DI SIENA, STATALE SCUOLA SUPERIORE DEL TEATRO DI CRACOVIA (PWST), UNIVERSITA´ DAUPHINE DI PARIGI, COMUNE DI SIENA, COMUNE DI MONTALCINO, FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MONTALCINO, UNIVERSITA´ JAGIELLONSKI, COMUNE DI CRACOVIA, REGIONE TOSCANA, PROVINCIA DI SIENA, AZIENDA USL NR.7 DI SIENA, COOPERATIVA ELICONA SERVIZI CULTURALI, CENTRO DI PRODUZIONE E RICERCA TEATRALE LALUT.

L´icona di Edgar Walpor sintetizza la finalità centrale del progetto: aprire un percorso, attraverso il teatro, sulla dimensione interculturale dell´Unione Europea, determinata dall´incrociarsi di flussi di migrazione portatori di bagagli culturali differenti.
Il tema del progetto è il concetto di liminalità: fra paesi e culture, fra realtà e rappresentazione, fra arte dello spettacolo e società. Tale contenuto viene indagato parallelamente con due ordini di strumenti, appartenenti l´uno all´Università, l´altro alla pratica teatrale. Il progetto vuole realizzare uno scambio attraverso la creazione di una rete tematica sul teatro fra Università europee e fra giovani compagnie che mettano a confronto pratiche differenti del linguaggio scenico finalizzate all´analisi del reale. L´oggetto dell´indagine, la liminalità, unifica il lavoro di tre giovani compagnie teatrali su altrettante figure complesse della cultura e del teatro europei: Ignacy Witkiewicz (Polonia), Jean Genet (Francia), Pier Paolo Pasolini (Italia). Questi tre autori sono stati scelti in base ad una analogia che non pertiene tanto alla loro produzione artistica quanto alla loro identità intellettuale: come esempi di pensatori che hanno saputo interrogare in modo complesso i luoghi di "crisi", le zone di confine fra realtà in movimento. A questi autori verranno associati tre "luoghi" tematici su cui sviluppare il progetto: il viaggio in Witkiewicz, la periferia in Pasolini, i luoghi di reclusione in Genet.



La necessità della visione

Progetto di ricerca teatrale ispirato all´opera di Pier Paolo Pasolini (2002/2004)

L´idea che muove questo progetto di ricerca teatrale, strettamente legato al più ampio percorso del progetto cultura Edgar Walpor, sta nel concetto di montaggio. Se Pasolini individua nel montaggio cinematografico il mezzo che "somiglia" al passaggio fra vita e morte, con il lavoro che proponiamo si vuole indagare la possibilità di operare un montaggio teatrale di materiali differenti di e su Pasolini, nel tentativo di interrogarsi in scena sul senso storico della sua morte.
Non s´intende dunque raccontare la morte reale dell´uomo Pasolini, ma riflettere sul valore della sua morte simbolica di poeta, cineasta, pensatore, intellettuale, "veggente".
Il lavoro teatrale degli attori della compagnia prende spunto dalla lettura comparata di testi provenienti da opere diverse, ed ha come riferimento primo il modello di rilettura poetica del comico che Pasolini sviluppa nel film Uccellacci Uccellini e nei cortometraggi La terra vista dalla luna e Che cosa sono le nuvole?
Il lavoro ispirato all'opera di Pasolini ha portato alla realizzazione degli spettacoli PPP Patetica Performance Popolare, allestito al Palazzo delle Papesse di Siena nell'ambito della mostra Melting Pop, Ritornello, presentato all'interno della prima edizione della rassegna Itinerari e PPP Passaggio per Pianoforte e Piuma reallizzato nell´ambito del Progetto Cultura 2000 Il Viaggio di Edgar Walpor.



Progetto Teatro e Scienza

Il progetto Teatro e Scienza è nato nel 2004 in collaborazione con il CUTVAP – Centro Universitario per la Tutela e la Valorizzazione dell´Antico Patrimonio Scientifico Senese con l´intento di realizzare una rassegna di eventi, spettacoli e performance dal vivo e la produzione di un cortometraggio dedicati al connubio tra arte e scienza. Il progetto ha visto la realizzazione dello spettacolo Dalle Stelle. Cortocircuiti accademico-scientifici, 16 scene dentro un atto unico dal testo di Silvia Calamai vincitore dell´edizione 2002 del Premio di Drammaturgia Don Chisciotte; Euridice, allestito presso l´Accademia dei Fisiocritici di Siena. Nell'ambito del progetto è stato inoltre realizzato il video Fabrica Muta.