Le «Tout-Monde», c´est le monde actuel tel qu´il est dans sa diversité et dans son chaos.
Pour moi, le chaos n´est pas seulement le désordre, mais c´est aussi l´impossibilité de prévoir et de régir le monde.
La relation signifie un rapport de transversalité et non pas de causes à effets
Edouard Glissant
Questo progetto è nato con l'obiettivo di interpretare i fenomeni di migrazione come istanze della creolizzazione.
L'aspetto originale di questo progetto risiede nell'intuizione di prendere in prestito la visione poetica di creolizzazione fornita da Edouard Glissant e applicarla a due diversi processi di creazione scegliendo due diversi ambiti:
• da un lato le Arti Performative – e in particolare il teatro – con lo scopo di produrre una performance in cui artisti con differenti ambiti di provenienza e con una diversa formazione siano in qualche modo "costretti" ad una negoziazione sui rispettivi codici espressivi, i significati, le modalità di lavoro. In questo senso la "creolizzazione" delle pratiche teatrali diventa un elemento essenziale dello spettacolo stesso.
• dall'altro le Scienze Umane e Sociali, con lo scopo di sviluppare nuovi strumenti concettuali e strutture metodologiche per l'analisi dei fenomeni di migrazione, attraverso lo scambio tra aree di studio e di ricerca con differenti approcci teoretici e metodologici. Mettendo insieme le caratteristiche dei due processi di creazione – il primo inteso come la costituzione di un'identità interculturale, il secondo come l'elaborazione interdisciplinare di una metodologia analitica – vorremmo indicare le potenzialità di un "approccio creolizzato" ai fini di una migliore interpretazione delle dinamiche interculturali volte all'integrazione culturale e sociale dell'Europa.
di Slawomir Mrözek, regia di Jerzy Stuhr con Massimiliano Poli e Angelo Romagnoli.
In coproduzione con Fondazione TeatroDue Parma, Teatro Comunale dei Rozzi di Siena, Festival Voci di Fonte.
In collaborazione con Accademia Nazionale del Teatro di Cracovia.
Ci interessa indagare sugli esclusi come sottoprodotto di tutto quello che è esclusivo. Ci interessa la condizione esistenziale delle vite di scarto. È questo il motivo che spinge Jerzy Stuhr e noi con lui a lavorare su Migranci nel 35° anniversario della prima messinscena di Andrzej Wajda,
che vide la partecipazione dello stesso Stuhr.
Migranci viene considerato come un testo legato alla condizione politica oltrecortina dei primi anni ´70.
Probabilmente, la fama di ´testo datato´ nasce da questa funzione propagandistica che si è trovato a svolgere con le lunghe tournée per le comunità polacche sparse nei diversi continenti.
Migranci è sì un testo che cita dinamiche sociali precise, che si riferisce alla storia di un Paese attraverso due figure–simulacro dell´intellettuale e dell´operaio,
ma tutto questo è secondario rispetto alle questioni esistenziali che solleva, alle sua eccezionale qualità drammaturgica. Quello che abbiamo da Mrozek sono due personaggi
che vivono uno spazio sotterraneo attraversato da tubi fognari, due letti, un tavolo. Sopra scorre la vita vera. Ognuno ha il proprio bagaglio di oggetti.
L´operaio ha un gruzzolo da parte, l´intellettuale è in esilio. Il gioco teatrale inizia qui, in un mondo appartato che si regge sul reciproco riconoscimento di
queste due vite di troppo in un mondo che non ha alcun bisogno di loro. Quasi un quadro pinteriano, ma più picaresco, più italiano. Sotto quest´aspetto, che è l´unico
che conta dal punto di vista della messinscena, Migranci resta un piccolo capolavoro del teatro europeo del secondo Novecento che è lontano dall´essere esaurito.
Il debutto è previsto a Parma tra Novembre 2009 e Gennaio 2010.
"Il comico nasce nel momento stesso in cui la società e la persona, liberate dal pensiero
della loro conservazione, cominciano a trattare se stesse quali opere d´arte"
Henri Bergson – Il riso. Saggio sul significato del comico
LaLut, reduce dalla conclusione del progetto europeo "Il viaggio di Edgar Walpor",
inaugura dal 2004 un programma di studi e produzioni sul tema e le forme del comico.
La ricerca verrà condotta in parallelo secondo quattro direzioni d´indagine associate a
quattro colori: Rosso (la farsa), Bianco (il comico "lunare"), Verde (la commedia "saturnina"),
Nero (il grottesco contemporaneo).
Primo percorso: Rosso, la farsa # 1 – 2005
Questo lavoro nasce in seno al progetto di ricerca portato avanti da LaLut fra il 2001 e il
2004 sulle possibilità del tragico. Lungo il percorso, culminato nel 2004 con PPP, spettacolo
ispirato all´opera di Pier Paolo Pasolini, sono affiorati punti di contatto fra il tragico e
la farsa. Questa èstrettamente legata, come la tragedia, all´esigenza di espressione rituale
atta ad individuare e allontanare i mali dell´uomo, ma raggiunge la catarsi non già attraverso
il sacrificio dell´eroe, bensì per mezzo dello sberleffo sonoro, destabilizzante, fisico, che
erutta all´improvviso dalla maschera dell´antieroe, in risposta alla tragica condizione
dell´essere umano.
Il percorso sulla farsa – che comprende gli spettacoli Petì e Don Felice Sciosciammocca creduto guaglione ´e n´anno
entrambi per la regia di Francesco Pennacchia – è realizzato grazie al sostegno del prof. Gioachino Chiarini, preside
della Facoltà di Lettere e Filosofia di Siena, del Centro Warburg Italia e dell´Associazione Corte dei
Miracoli di Siena.
Nell'ambito di questo percorso è: stato realizzato anche un video, premiato al concorso Location Piacenza edizione 2005, dal titolo La Maschera.
Secondo percorso: Bianco, il comico lunare # 2 – 2004
I destini e le trasformazioni del comico malinconico, attraverso le arti del teatro e del
cinema, verso forme nuove di elaborazione scenica e video. Il comico come resistenza del soggetto
al mondano: la fuga del volto dell´attore verso la luna, la maschera del clown bianco, il trucco
"dell´anima".
Esiste una tradizione del comico "lunare", che attraversa la storia dello spettacolo in modo discontinuo
e non lineare e che passa dal teatro al cinema. È
il comico "affettivo", che lascia intravedere il volto
dietro la maschera e che trova nella luna la figura forte della sua ispirazione. È la comicità
malinconica del Pierrot, comicità che ci porta a ricordare alcuni volti, lontani temporalmente e
spazialmente, ma legati in una rete di "emergenze" nell´universo del Cinema: da Buster Keaton a
Jerry Lewis, da Ninetto Davoli a Massimo Troisi, da Harpo Marx a Johnny Depp.
L"oggetto centrale della ricerca il rapporto fra volto e corpo dell´attore, fra affetti del
soggetto ed effetti del comico.
Seguendo le linee di questo percorso di ricerca, nel 2004 viene ideato e realizzato il
video Cinema Gioconda nell´ambito del percorso laboratoriale con utenti
ed operatori dei servizi psichiatrici della AUSL 7 AUFSMA Alta Val d'Elsa e con
la Cooperativa Valle del Sole, regia di Filippo De Dominicis, Andrea Carnevale, Marta Mantovani.
Non si tratta di un video di documentazione ma di una vera e propria opera filmica: Cinema Gioconda
è il racconto degli incontri fra quattordici creature lunari,
che abitano o attraversano un paesaggio al confine della città, fra le rovine di
una fabbrica e l´aperta campagna.
Il film vince il premio come miglior fotografia al festival di Melfi,
partecipa al Valdarno Fedic Film Festival 2005 ed è stato selezionato al primo Dams
Film Festival dell´Università Roma Tre.
Terzo percorso: Verde, il comico saturnino # 3 – 2006
Il comico come rappresentazione del fallimento delle pulsioni del soggetto di fronte alle regole sociali:
la commedia italiana, il comico "saturnino". Critica di riferimento: Sigmound Freud, Jacques Lacan,
Northrop Frye, Ernst Kriss, Maurizio Grande, Roberto De Gaetano.
Mutabilità da inadeguatezza. Ricerca estetica sulla mutazione. Saturno porta gli uomini fuori dal
caos primordiale, insegna loro a raccogliere i frutti della terra, ma questi non capiscono profondamente
né l´ordine né il caos e si ostinano a darsi delle norme che non sono in grado di rispettare.
La mutabilità dipende dal continuo tentare di essere adeguati alla legge dei padri;
è questo il dramma individuale che promette risvolti comici potenti. Saturno, il Chronos latino,
è il dio del tempo, che crea, distrugge e nuovamente ricrea. La ripetizione del tempo riproduce
l´errore delle cose, tutto è uguale a se stesso nel senso che tutto contiene in se l´inadeguatezza
di essere pari al proprio compito.
Nell´ ambito del percorso sul comico "saturnino" laLut avvia il progetto di spettacolo
Crianza, per la regia di Angelo Romagnoli, la cui anteprima è stata
presentata alla terza edizione del Festival Voci di Fonte
Quarto percorso: Nero, il grottesco contemporaneo # 3 – 2006
Il comico sarcastico: il volto livido dell´attore che si fa giudice luciferino della caducità del mondo, il corpo che si fa macchina e mostra la propria
rigidità di fronte alla "flessibilità" e alla fluidità della vita dei "normali". Il volto che si fa smorfia, il corpo che si fa "grotta":
Il grottesco contemporaneo. Autori di riferimento: Aristofane, Franz Kafka, Orson Welles, Harold Pinter, Joe Orton, Marco Ferreri, Carmelo Bene, Luis Bunuel, Filippo Tommaso Marinetti, Ettore Petrolini,
Leo De Berardinis, Quentin Tarantino. Critica di riferimento: Antonin Artaud, Maurizio Grande, Roberto Tessari, Roberto De Gaetano.
Nell´ ambito del percorso sul grottesco contemporaneo laLut ha realizzato lo spettacolo
Jeffrey, per la regia di Giuliano Lenzi.
Commissione Europea, Programma
Cultura 2000, a. 2003.
Promotori: UNIVERSITA´ DEGLI
STUDI DI SIENA, STATALE SCUOLA SUPERIORE DEL TEATRO
DI CRACOVIA (PWST), UNIVERSITA´ DAUPHINE
DI PARIGI, COMUNE DI SIENA, COMUNE DI MONTALCINO,
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MONTALCINO, UNIVERSITA´
JAGIELLONSKI, COMUNE DI CRACOVIA, REGIONE TOSCANA,
PROVINCIA DI SIENA, AZIENDA USL NR.7 DI SIENA,
COOPERATIVA ELICONA SERVIZI CULTURALI, CENTRO
DI PRODUZIONE E RICERCA TEATRALE LALUT.
L´icona
di Edgar Walpor sintetizza la finalità
centrale del progetto: aprire un percorso, attraverso
il teatro, sulla dimensione interculturale dell´Unione
Europea, determinata dall´incrociarsi di
flussi di migrazione portatori di bagagli culturali
differenti.
Il tema del progetto è il concetto di liminalità:
fra paesi e culture, fra realtà e rappresentazione,
fra arte dello spettacolo e società. Tale
contenuto viene indagato parallelamente con due
ordini di strumenti, appartenenti l´uno
all´Università, l´altro alla
pratica teatrale. Il progetto vuole realizzare
uno scambio attraverso la creazione di una rete
tematica sul teatro fra Università europee
e fra giovani compagnie che mettano a confronto
pratiche differenti del linguaggio scenico finalizzate
all´analisi del reale. L´oggetto dell´indagine,
la liminalità, unifica il lavoro di tre
giovani compagnie teatrali su altrettante figure
complesse della cultura e del teatro europei:
Ignacy Witkiewicz (Polonia), Jean Genet (Francia),
Pier Paolo Pasolini (Italia). Questi tre autori
sono stati scelti in base ad una analogia che
non pertiene tanto alla loro produzione artistica
quanto alla loro identità intellettuale:
come esempi di pensatori che hanno saputo interrogare
in modo complesso i luoghi di "crisi",
le zone di confine fra realtà in movimento.
A questi autori verranno associati tre "luoghi"
tematici su cui sviluppare il progetto: il viaggio
in Witkiewicz, la periferia in Pasolini, i luoghi
di reclusione in Genet.
Progetto di ricerca teatrale ispirato all´opera di Pier Paolo Pasolini (2002/2004)
L´idea che muove questo progetto di ricerca
teatrale, strettamente legato al più ampio
percorso del progetto cultura Edgar Walpor, sta
nel concetto di montaggio. Se Pasolini individua
nel montaggio cinematografico il mezzo che "somiglia"
al passaggio fra vita e morte, con il lavoro che
proponiamo si vuole indagare la possibilità
di operare un montaggio teatrale di materiali
differenti di e su Pasolini, nel tentativo di
interrogarsi in scena sul senso storico della
sua morte.
Non s´intende dunque raccontare la morte
reale dell´uomo Pasolini, ma riflettere
sul valore della sua morte simbolica di poeta,
cineasta, pensatore, intellettuale, "veggente".
Il lavoro teatrale degli attori della compagnia
prende spunto dalla lettura comparata di testi
provenienti da opere diverse, ed ha come riferimento
primo il modello di rilettura poetica del comico
che Pasolini sviluppa nel film Uccellacci Uccellini
e nei cortometraggi La terra vista dalla luna
e Che cosa sono le nuvole?
Il lavoro ispirato all'opera di Pasolini ha portato
alla realizzazione degli spettacoli PPP Patetica
Performance Popolare, allestito al Palazzo delle
Papesse di Siena nell'ambito della mostra Melting
Pop, Ritornello, presentato
all'interno della prima edizione della rassegna Itinerari e
PPP Passaggio per Pianoforte e Piuma
reallizzato nell´ambito del Progetto
Cultura 2000 Il Viaggio di Edgar Walpor.
Il progetto Teatro e Scienza è nato nel 2004 in collaborazione con il CUTVAP – Centro Universitario per la Tutela e la Valorizzazione dell´Antico Patrimonio Scientifico Senese con l´intento di realizzare una rassegna di eventi, spettacoli e performance dal vivo e la produzione di un cortometraggio dedicati al connubio tra arte e scienza. Il progetto ha visto la realizzazione dello spettacolo Dalle Stelle. Cortocircuiti accademico-scientifici, 16 scene dentro un atto unico dal testo di Silvia Calamai vincitore dell´edizione 2002 del Premio di Drammaturgia Don Chisciotte; Euridice, allestito presso l´Accademia dei Fisiocritici di Siena. Nell'ambito del progetto è stato inoltre realizzato il video Fabrica Muta.