Documento
programmatico artistico
Il tema del progetto è
la LIMINALITA’.
Il concetto di LIMINALITA’ è
stato scelto come luogo tematico di connessione delle diverse
parti del progetto. Il significato della parola, volutamente “aperto”,
si definisce di volta in volta in modo funzionale agli obiettivi
concreti del progetto stesso.
LIMINALITA’ E RETE
TEMATICA FRA UNIVERSITA’ EUROPEE.
Primo obiettivo: Istituire
una Rete Tematica Europea, quale osservatorio permanente sul teatro
in Europa e sulla dimensione interculturale dell’Unione,
che promuova il consolidamento e l’allargamento della rete
tematica fra Università europee, formatosi in seno al progetto.
Genevieve Fraisse, studiosa
francese delle arti dello spettacolo, ha scritto una relazione
su “L’importanza e il dinamismo del teatro e delle
arti dello spettacolo nell’Europa allargata”. Da tale
documento è nata una risoluzione del Parlamento Europeo,
dell’ottobre 2002, che ha lo stesso titolo. L’Unione
Europea riconosce alla specificita’ dell’arte teatrale
un ruolo cardine: quello di far passare la necessita’ del
confronto fra le differenti culture europee all’interno
di un preciso “spazio di linguaggio”, antichissimo
nella sua forma archetipica ed in continuo movimento ed evoluzione.
Di qui la proposta, all’interno del progetto, di creare
una rete tematica fra Universita’ europee che diventi un
osservatorio permanente sull’arte del teatro in Europa.
L’oggetto d’indagine, il teatro, si situa in uno spazio
liminale dove si tesse una rete di relazioni fra teorie e pratiche
della scena. Il teatro non come oggetto si studio fine a sè
stesso, ma come luogo di frontiera fra societa’ e culture
differenti e differenti modalita’ estetiche di queste culture
di autorappresentarsi sulla scena.
Secondo obiettivo: Realizzare
un evento spettacolare e multimediale della durata di tre giorni
che prevede la messa in scena di tre spettacoli teatrali, l’allestimento
di una mostra, una conferenza, un forum di discussione, la proiezione
di video-documentari. Cfr. avanti
LIMINALITA’ E TEATRO
NELL’OPERA DI PIER PAOLO PASOLINI, JEAN GENET E S. I. WITKIEWICZ.
Terzo obiettivo: Allestire
tre spettacoli teatrali ispirati all’opera di tre autori
europei, P.P.Pasolini, J. Genet, I. Witkiewicz, intorno al tema
generale della liminalità.
Il tema della liminalità
assume, nel merito del percorso di ricerca intrapreso dalle tre
giovani compagnie coinvolte nel progetto, un’ulteriore quadruplice
specificazione:
A) liminalità come marginalità
La marginalità è un elemento unificante delle differenti
identità intellettuali dei tre autori, impegnati in un
continuo confronto/scontro con la cultura e l’arte del loro
tempo. I tre autori, ciascuno con il proprio stile ed il proprio
pensiero, hanno saputo interrogare in modo complesso i luoghi
di passaggio e di crisi, le zone di confine fra realtà
e culture in movimento. L’opera di questi autori non tende
mai ad assumere un punto di vista congruo con i centri di conservazione
e diffusione delle culture ufficiali dei rispettivi paesi. Hanno
invece fortemente voluto rivendicare una libertà di pensiero
ed azione che attraversasse verticalmente i luoghi definiti sia
dalla cultura che dalla società. Questi tre autori hanno
anche pensato in modo complesso il rapporto fra la propria vita
personale e l’opera che hanno offerto al pubblico. In questo
senso pertiene al concetto di liminalità l’idea di
uno spazio di relazioni complesse fra arte e vita.
B) liminalità come
questione estetica
Le differenti poetiche dei tre artisti trovano un elemento comune
nella specificità del rapporto con il teatro. Nessuno dei
tre si è dedicato esclusivamente all’arte della scena,
tutti e tre si sono interrogati sulla questione della rappresentazione,
come problema dell’immagine che emerge nello spazio liminale
che sta fra la realtà e la sua ri-composizione simbolica.
Tutti e tre si sono chiesti, senza aderire ad una definizione
già data, come il momento rituale istituito dal teatro
potesse ancora ricomporre il disordine della società in
una forma estetica universale, fondata sulla condivisione di un
gioco che si istituisce tra scena e pubblico. La scena come luogo
informe, spazio liminale che ritualizza il rapporto fra la comunità
ed il proprio immaginario.
C) liminalità come
spazio intertestuale
È uno spazio liminale quello che connette il teatro con
i materiali altri prodotti dagli stessi autori. La liminalità
è il tema e il metodo del lavoro di ricerca delle tre compagnie
di fronte ai corpus dell’opera dei tre autori di riferimento.
La liminalità diventa lo spazio libero di ascolto ed interpretazione
di un autore da parte di altri: i registi e gli attori delle tre
giovani compagnie intraprendono il percorso di ricerca senza essere
vincolati ad una pratica classica di trasposizione in scena di
un testo già scritto per il teatro. I tre registi sono
liberi di costruire i propri spettacoli mettendo insieme testi
differenti dello stesso autore (che siano essi, romanzeschi, poetici,
drammaturgici etc.).
L’elemento unificante di tre percorsi necessariamente differenti
su un piano stilistico, sarà il tentativo comune dei tre
registi di identificare una figura portante nella struttura drammaturgica:
l’artista che compie un percorso al margine del proprio
mondo.
D) liminalità come
viaggio, movimento di confronto e scambio
Nel corso di questo primo incontro fra i soggetti che partecipano
al progetto, è emersa la necessità di un confronto
in itinere fra i percorsi di ricerca delle tre compagnie. I registi
s’impegnano a presentare agli altri un primo schema di lavoro,
e di aggiornarli continuamente sullo stato di avanzamento della
ricerca. I gruppi s’impegnano anche a tenere al corrente
il supervisore artistico del progetto, Jerzy Stuhr, rettore della
Statale Scuola Superiore di Teatro di Cracovia, sulle tappe di
costruzione dell’evento. Momento liminale, come occasione
di scambio e contaminazione delle tre esperienze, sarà
il periodo di venti giorni di laboratorio comune svolto dalle
compagnie a Montalcino in preparazione della prima rappresentazione
dell’evento (luglio-agosto 2004).
LIMINALITA’ E SPAZIO
DI ESPOSIZIONE DEI MATERIALI INTERMEDI
Quarto obiettivo: allestire
una mostra itinerante sui temi e i risultati del progetto.
Le tre compagnie coinvolte
nel progetto s’impegnano a raccogliere i bozzetti di scena
e costumi, le note di regia ed i filmati delle prove dello spettacolo
in via di costruzione. Tale materiale, opportunamente organizzato
a cura dei registi, sarà esposto nello spazio d’ingresso
dei teatri e degli spazi di volta in volta deputati ad ospitare
l’evento. La mostra è ancora un luogo d’interrelazione
e scambio, dove il pubblico potrà mettere a confronto i
tre differenti procedimenti teatrali ispirati all’opera
dei tre autori, intorno all’unico tema della liminalità.
LIMINALITA’ COME TEMA
DI STUDIO OLTRE LA PRATICA TEATRALE
Quarto obiettivo: realizzare
video-documentari sul tema della liminalità
Le compagnie hanno la possibilità
di attivare laboratori e progetti che affrontino il tema da punti
di vista differenti da quello strettamente drammaturgico-teatrale.
Attività teatrali che si svolgano in luoghi non direttamente
deputati allo spettacolo (scuole, istituzioni, spazi marginali
del tessuto sociale) con attori non professionisti possono essere
filmati e poi proiettati nell’ambito della mostra itinerante.
Il materiale raccolto può essere connesso all’opera
degli autori, ma non necessariamente.
Questo obiettivo può essere realizzato o meno dalle tre
compagnie in modo libero ed autonomo.
Quinto obiettivo: Realizzare
un evento della durata di tre giorni in cui siano inclusi la messa
in scena degli spettacoli teatrali, la mostra, il forum di discussione,
la proiezione dei video documentari.
Uno dei tre giorni dell’evento
sarà dedicato ad una conferenza-studio sull’opera
dei tre autori a confronto. L’incontro si svolgerà
nelle tre città-partner del progetto: Cracovia, Parigi,
Siena. I luoghi e i mezzi saranno offerti dalle Università
coinvolte, mentre l’organizzazione e la scelta dei relatori
del convegno è affidata alle tre compagnie e/o istituzioni
che ospiteranno l’evento.
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