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Art Director
Rettore Prof. Jerzy Stuhr
Paanstwowa Wyzsza Szkola Teatralna (Pl)
Statale Scuola Nazionale del Teatro di Cracovia
Responsabile per il
Capofila
Maurizio Boldrini - Università degli
Studi di Siena
Coordinatore Organizzativo
Dott. Gianni Berardino
Promotori
Unione Europea e Università degli
Studi di Siena
Agreement U.E. 2003-1389\001-001 clt ca13
Co-organizzatori
Statale Scuola Superiore del Teatro di Cracovia,
Università Paris Dauphine, Comune di Siena, Comune di Montalcino-Festival
Internazionale della Val d’Orcia e di Montalcino.
Collaborazioni e adesioni
nei diversi Paesi
Teatro Metastasio Stabile della Tosana,
Comune di Roma, Teatro del Lido di Roma, Provincia di Siena, Centro
di produzione teatrale laLut, Centro Drammatique National de Montreuil-Parigi,
Théatre du Fil di Parigi, Elicona Servizi Culturali, Regione
Toscana, Università Jagiellonski di Cracovia, Comune di
Cracovia, Istituto Polacco di Cultura a Roma, Istituto Italiano
di Cultura a Cracovia.
Con il contributo
della Fondazione Monte dei Paschi di Siena
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Edgar
Walpor, l'uomo con le valigie - Il Progetto
«Il viaggio di Edgar Walpor – uomo con
le valigie» è un progetto europeo ideato da laLut,
centro di ricerca e produzione teatrale di Siena, promosso dall’Università
degli Studi di Siena, capofila del partenariato internazionale,
e ammesso al finanziamento dalla Commissione europea nell’ambito
del Programma quadro “Cultura 2000”.
Insieme a loro, i partner che hanno collaborato nella realizzazione
del progetto sono la Statale Scuola Superiore di Teatro (PWST)
di Cracovia, l’Università Paris Dauphine, il Comune
di Siena, il Comune di Montalcino con il Festival Internazionale
della Val d’Orcia e di Montalcino, Elicona Servizi Culturali
di Siena, la Provincia di Siena. Hanno dato il loro contributo
la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e il Comune di Cracovia.
Il progetto è nato con l’intento di
riunire tre giovani compagnie teatrali europee, una italiana,
una polacca ed una francese, intorno al tema “liminalità
e teatro” in rapporto all’opera ed alla memoria di
tre importanti autori dei rispettivi paesi: P.P. Pasolini, S.I.
Witkiewicz, J. Genet.
L’obiettivo comune è stato la realizzazione di un
evento, composto di tre spettacoli teatrali e una mostra, da far
muovere lungo un viaggio attraverso sette città europee:
Montalcino, Cracovia, Wroclaw, Prato, Roma, Siena, Parigi.
Parliamo di liminalità per aprire una riflessione sui concetti
di limite, confine, soglia, frontiera. Liminale è la dimensione
della pratica teatrale che, nel «non luogo» della
scena, allestisce un rito che mette in gioco altre linee di demarcazione
fra realtà e rappresentazione, presenza e assenza, testo
e gesto.
Liminale è l’identità dell’artista,
che supera con la pratica creativa il confine fra il quotidiano
e ciò che in esso c’è di straordinario: Witkiewicz,
Pasolini e Genet hanno saputo porsi sempre in una posizione di
confine, dalla quale fosse possibile mantenere uno sguardo differente
sulle cose del mondo e dell’arte. In un momento in cui domina
la dimensione dell’identico, scegliere questi autori come
punto di partenza significa per noi confrontarci con il nostro,
attuale, bisogno di diversità, con la capacità di
vedere la realtà in modo libero dalle regole della comunicazione
globale.
E infine semplicemente ogni incontro con l’altro avviene
sul limite: il progetto risponde al bisogno dei tre giovani gruppi
di ascoltarsi, confrontarsi, crescere insieme e con le differenti
“attrezzature culturali” che ognuno porta nelle proprie
valigie.
Liminalia, la mostra curata da Elicona Servizi Culturali,
nasce intorno all’idea di sosta, di stazione, luogo di confine
fra il viaggio e l’attesa. Nei luoghi “vuoti”
di accesso ai teatri, spazi di passaggio e di attesa del pubblico,
saranno esposti i materiali che si sono raccolti e formati lungo
il percorso: testi, immagini, video, installazioni.
All’Università di Siena, luogo d’origine
del viaggio e stazione a metà del percorso, si terrà
un convegno sul tema della liminalità in rapporto al teatro
e all’opera dei tre autori. Il tema sarà affrontato
da studiosi provenienti da discipline differenti, in un confronto
che attraversi il corpo teorico dell’indagine in diverse
direzioni: teatrale, critico-letteraria, sociologica, antropologica,
semiologica.
Uscita dalle pagine de “La gallinella d’acqua”
di Witkiewicz, l’immagine di Edgar Walpor, diventa prima
un disegno e poi un manichino teatrale di T. Kantor. Questo personaggio
che “parla senza voce”, figura al crocevia di molte
linee espressive, sintetizza con la sua grazia e la sua fortissima
presenza teatrale le energie e l’immaginazione che ci uniscono
in questo progetto. L’uomo con le valigie è diventato
per noi l’emblema della volontà del viaggio e del
desiderio dell’incontro, del percorso lungo il filo dei
limiti e dell’attraversamento dei confini, della sosta in
ascolto sulle soglie, e della necessità di portare le valigie
dei “padri” togliendone il peso e liberandone la forza.
Qui comincia il viaggio, senza il timore del confronto,
per superare il limite che ci definisce, ci identifica e ci dona
all’esistenza. Senza la buccia la mela non esisterebbe,
ma come potremmo assaporarne il succo senza infrangerla?
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