Decameronero

Se fosse ancora vivo, Giovanni Boccaccio avrebbe giusto 700 anni, e potrebbe smentire con la propria voce quanti credono che il Decameron sia solo una compilation di storielle sconce.
Ci sono, ma ce ne sono anche tante di tanti altri generi, e forse non tutti sanno che Boccaccio potrebbe essere considerato il capostipite del noir all’italiana: cuori di amanti asportati e fatti mangiare a mogli fedifraghe, o inviati in regalo a figlie peccatrici, fanciulle sbranate dai cani e squartate da innamorati respinti,teste di innamorati uccisi recise e sepolte per amore in vasi di basilico…
Con soli effetti speciali medievalmente compatibili vi trascineremo in una dimensione poco rassicurante, sperando di restare a lungo nei vostri ricordi…e nei vostri incubi!

Folle la guerra e chi per lei si svena…

L’Orlando Furioso comincia con una donna in fuga. E’ Angelica, la bellissima figlia del re del Catai, che fugge dal campo cristiano, dove il re Carlo Magno l’aveva affidata in custodia al duca di Baviera per impedire ai più valorosi dei suoi paladini, Orlando e Rinaldo, fra l’altro cugini fra loro, di distrarsi dai loro doveri di guerra per inseguire il sogno d’amore…Angelica fugge, per un bosco, e qui s’imbatte in un paladino armato di tutto punto, intento a un inseguimento: è Rinaldo, uno dei due cugini innamorati di lei, che però in quel momento non sta inseguendo lei, ma Baiardo, il suo cavallo, che gli è sfuggito…

Il sogno di raccontare l’Orlando Furioso in un’ora, s’infrange al primo canto: le vicende dei protagonisti s’intrecciano e si deviano continuamente, secondo uno schema compositivo più folle della follia stessa che ne è l’argomento centrale.
Dunque io proverò a raccontare proprio come l’amore possa distruggere un uomo, trasformare il più cavalleresco dei cavalieri nella più bestiale delle bestie.
Carico di pannelli dipinti e ricamati che mi pendono dal collo, condurrò gli spettatori in una dimensione tanto lontana nel tempo quanto vicina a noi per argomenti, toni, vivacità delle descrizioni: passioni come l’amore e la gelosia non cambiano nei secoli.
(Come ha giustamente notato quella signora che tempo fa, mentre raccontavo l’episodio di in cui Orlando, entrando per puro caso in un bosco in cui le cortecce di tutti gli alberi sono decorate da incisioni amorose di Angelica e Medoro, scopre che lei ha finito per offrire la sua proverbiale illibatezza a quel soldato semplice e per di più saracino, mi ha interrotto esclamando: -Preciso come quando ho aperto per caso il cellulare del mi’ marito, e mi so’comparsi tutti i messaggi di quell’altra!)
Ma attenzione: d’amore, e soprattutto di gelosia, forse non si muore, ma si può impazzire:
Credete a chi n’ha fatto esperimento, che questo è’l duol che tutti gli altri passa!
E non tutti hanno un amico come Astolfo, pronto ad affrontare un viaggio sulla luna per recuperargli il senno.

Di questo spettacolo esiste una versione per 4 attori, dal titolo Follie d’amore, Follie di guerra (la farsaccia d’Orlando). Vedi la scheda